Dai comuni di Terre d’Acqua all’Europa con NYPAD

Un aperitivo per andare in Europa. Succede al Centro Giovani “La Villa” di Sala Bolognese, dove con “Un’ APE per partire” è stato lanciato NYPAD, un progetto che proietta  i giovani dei Comuni Terre d’Acqua oltre i confini regionali e nazionali.
Durante l’aperitivo, infatti, sono stati presentati  gli obiettivi e le tappe del progetto e raccolte le adesioni per la formazione definitiva del gruppo di ragazzi emiliani coinvolti.

NYPad8_articoloNYPaD nasce come progetto di scambio internazionale all’interno del più ampio programma europeo Youth in Action. Sostenuto dai comuni dell’Unione Terre d’Acqua, il progetto ha come capofila il comune di San Giovanni in Persiceto e come partner promotore il Forum Giovani di Sala Bolognese.
A questo si aggiungono alcune associazioni di Spagna e Lituania impegnate sui temi del volontariato, dell’integrazione, della partecipazione attiva dei giovani e specializzate su metodologie di educazione non formale. I giovani coinvolti attivamente nel progetto sono complessivamente 24, otto per ogni paese, ed hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Abbiamo chiesto direttamente ad alcuni protagonisti del progetto di accompagnarci alla scoperta di NYPaD. Loro sono Enrico Taddia, facilitatore senior, Benedetta Ventura, facilitatrice junior ed Andrea Artoni, partecipante.

Il significato e le finalità del progetto

L’acronimo NYPaD si traduce in Networking for youth participation in democratic life.
Il progetto  è stato pensato per facilitare l’incontro tra giovani di nazionalità diverse e promuovere tra loro dialogo e confronto su temi di interesse per loro e i loro territori.
Fare rete, attivare uno scambio di esperienze, condividere buone prassi: sono questi ancora una volta gli obiettivi che i Comuni di Terre d’Acqua intendono raggiungere confrontandosi con realtà lontane e diverse dal territorio emiliano.
Un’esperienza di arricchimento quindi non solo per i giovani partecipanti ma anche per gli amministratori che li accompagnano durante il percorso, che avranno modo di sperimentare forme di cooperazione europea nell’ambito delle politiche giovanili.

Il percorso di preparazione:  conoscersi e confrontarsi prima di partire

“Ci siamo preparati ai meeting internazionali organizzando momenti di incontro sia con i ragazzi che partecipano allo scambio, che con gli amministratori, con i quali c’è stato un aggiornamento reciproco costante sulle idee via via emerse e sui risultati raggiunti”, ci racconta Benedetta.
“Ogni incontro, ci spiega Enrico- ha previsto modalità di educazione non formale, per facilitare l’espressione e il confronto di tutti con gli interlocutori ad un livello orizzontale”.

Gli scambi in Spagna e Lituania, aspettando il Meeting in Italia

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Dal 7 al 10 ottobre 2012 i giovani emiliani hanno partecipato al primo Meeting di progetto in Spagna.
La prima occasione, per tutti i ragazzi, di conoscersi, presentare le loro realtà locali, proporre e condividere metodi e strumenti utili al progetto. Il primo momento per iniziare a creare un vero e proprio spirito di gruppo.
“Certamente, sottolinea Enrico – non sono mancate prime difficoltà legate alla lingua straniera e alla eterogeneità dei partecipanti e delle loro esperienze pregresse, ma entrambi questi punti si sono rivelati in corso d’opera più una risorsa che una difficoltà”.

A Dicembre 2012 invece i giovani spagnoli e quelli emiliani si sono riuniti in Lituania. “Qui, afferma Benedetta – ci siamo più concentrati sui concetti  di educazione non formale e di partecipazione, partendo dalle problematiche che accomunano i giovani di oggi in Europa e dallo scambio di esperienze fatte rispettivamente dai gruppi spagnoli, lituani e italiani proprio nell’ambito della cittadinanza attiva dei ragazzi”.
La prossima tappa sarà l’Italia e vedrà i ragazzi spagnoli e lituani ospiti dei giovani emiliani nel mese di giugno.
“Ci si confronterà su quanto si è riusciti a realizzare. Presenteremo ai nostri partner gli spazi di aggregazione giovanile presenti sui nostri territori e organizzeremo un momento di confronto conclusivo con i politici, in modo da poter presentare il progetto anche all’intera cittadinanza”, prosegue Benedetta.

Nel frattempo l’interazione e la cooperazione prosegue anche a distanza grazie alle nuove tecnologie.
Una pagina Facebook e un blog dedicati al progetto fanno sì che i ragazzi possano continuare a comunicare tra loro e proseguire il loro scambio culturale.

I temi al centro del dibattito

La cittadinanza attiva, l’inclusione sociale, le difficoltà  che in questo specifico contesto storico i giovani si trovano ad affrontare, sono state le tematiche principali dei dibattiti. “Si è lavorato, afferma Benedetta – sulla stesura di una metodologia comune da seguire per promuovere la partecipazione dei giovani. Abbiamo raccolto bisogni e idee da proporre nell’ambito delle politiche giovanili e si è cercato di implementare il dialogo e la costruzione di una rete tra le realtà giovanili presenti sui nostri territori”.

“Partendo da questi punti, ci spiega Enrico, abbiamo deciso di intraprendere un percorso che persegui gli obiettivi di fare rete per raggiungere risultati comuni e condivisi, per dimostrare come l’essere attivi possa essere una risorsa sia per se stessi che per il territorio in cui si vive, anche in un’ottica di continua e necessaria costruzione di se stessi”.

La cittadinanza europea e la funzione formativa di questi progetti

Ci siamo fermati a riflettere con i tre ragazzi sull’efficacia di percorsi come questo nell’agevolare la crescita di giovani più consapevoli e attivi oltre la dimensione locale in cui sono cresciuti.
“La collaborazione e il confronto con realtà diverse dalla nostra, afferma Andrea – fa crescere in noi una maggiore curiosità nell’esplorare e conoscere l’Europa e ci da modo di esportare attraverso i nostri racconti, quello che appartiene alle nostre terre e che fa parte della nostra storia. Deve essere uno scambio a 360 gradi che coinvolga tutti i partecipanti in modo tale da renderli il più possibile cittadini Europei”.

“Personalmente ritengo che i principi espressi e dibattuti in queste esperienze siano la strada per la costruzione futura dell’Europa ‘come me la immaginerei’, per cui sarebbe bello e necessario che sempre più giovani possano partecipare ad esperienze di questo tipo, favorendo anche la partecipazione di quei soggetti che per condizioni economiche, sociali o culturali sono ancora troppo lontani da questo mondo” – afferma Enrico.

“L’aspetto che mi è sempre interessato di più del poter partecipare a progetti come questo, è quello di poter vivere l’Europa come un’opportunità, ci dice Benedetta, che prosegue – l’opportunità di conoscere nuove persone con background ed esperienze differenti, che si rivelano essere sempre motivo di arricchimento personale; l’opportunità di mettermi in gioco e di dire la mia opinione, di confrontarmi e ascoltare vari punti di vista. Attraverso i progetti europei a cui ho partecipato negli anni, e con NYPaD in particolare, ho capito che essere cittadini attivi vuol dire  partecipare alla vita sociale, preoccuparsi di ciò che accade intorno a noi in maniera critica, e mettersi in gioco, offrendo per primi l’impegno e il coinvolgimento che vorremmo dagli altri, siano essi decisori politici o cittadini”.

(MZ)

Per approfondire

Tutte le foto sulla galleria foto della pagina facebook di NYPAD

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