Giovani & Assessori: sei mesi fianco a fianco con gli amministratori

“Dalla nascita del Forum Giovani, nel lontano 2008, mi sono appassionata sempre di più alle politiche giovanili, alla possibilità di creare eventi ed attività sul proprio territorio per i giovani, organizzati dai giovani stessi.”
Inizia così la testimonianza di Daniela Chiarini, una giovane di Anzola dell’Emilia, partecipante all’ultima edizione di Giovani&Assessori.
Insieme a lei, abbiamo contattato anche un’altra protagonista, Irene Lanzi di Sala Bolognese, per raccontarvi, a partire dalla loro esperienza personale, questo progetto che nasce per fare dei partecipanti dei protagonisti attivi della progettazione e attuazione di interventi rivolti alla popolazione giovanile dei Comuni di Terre d’Acqua.

GiovaniEAssessoriDaniela ha svolto il suo percorso prevalentemente al Comune di Sala Bolognese, ma ha avuto modo di muoversi in tutto il distretto, instaurando un rapporto di grande sinergia con le altre ragazze coinvolte nel progetto. Irene, spinta a partecipare – come ci racconta – da una grande voglia di mettersi in gioco e condividere le sue idee per fare qualcosa di concreto sul territorio, ha fatto la sua esperienza ad Anzola.

Ideato nel 2007, quando per la prima volta fu inserito tra le iniziative del Tavolo Giovani all’interno della programmazione del Piano Sociale Sanitario, Giovani&Assessori si rivolge ai giovani dai 18 ai 26 anni.

Il percorso in pratica

Il percorso prevede che ogni ragazzo selezionato svolga uno stage di sei mesi in affiancamento agli assessori con delega alle politiche giovanili.
Operando in un comune diverso dal proprio, ogni partecipante ha la possibilità di misurarsi con contesti nuovi e di relazionarsi con persone sconosciute, maturando giorno dopo giorno competenze organizzative, partecipative e gestionali che non sono più facilitati dalla familiarità con il proprio comune e dai rapporti qui consolidati, ma sono il frutto di un continuo mettersi alla prova per il bene di un territorio più ampio e comprensivo di realtà locali diverse.

Le due ragazze, e come loro tutti i partecipanti al progetto, hanno avuto l’opportunità di sperimentare in prima persona cosa voglia dire ideare, progettare e pensare azioni e interventi rivolti ai giovani di un comune.

“Abbiamo cercato di migliorare le modalità di comunicazione e coinvolgimento dei giovani del territorio e di rinsaldare i legami già nati all’interno del gruppo”, ci racconta Daniela, facendo riferimento al Forum Giovani di Sala Bolognese.
Qui prevalentemente si è occupata della gestione ed organizzazione di eventi per i giovani, curando in particolare gli aspetti comunicativi e promozionali.
P.Club…e forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito”, evento musicale e artistico frutto di una progettazione partecipata, è stata una delle iniziative che più di tutte esprime il senso del loro impegno come mediatori e costruttori di una rete comunicante tra le realtà giovanili dei comuni Terre d’Acqua.

Le impressioni dei ragazzi, tra entusiasmo e difficoltà

Nelle parole delle ragazze ritroviamo l’entusiasmo che è tipico dei giovani che si cimentano con attività di “grandi carichi di responsabilità”, in questo caso di un assessore. Un entusiasmo che è necessario per affrontare quelle piccole difficoltà che spesso si possono incontrare lungo un percorso.
“In particolare qualche difficoltà iniziale, ammette Irene, – è derivata dal fatto di aver scelto di operare in un comune diverso da quello di residenza. Ma credo che in fondo sia stato uno degli elementi più utili per unire comuni diversi tra loro e fare rete.”
“Le difficoltà fanno parte di ogni contesto – afferma Daniela – Nel nostro caso l’unione ha fatto la forza. Insieme alle altre ragazze eravamo un vero e proprio vulcano di idee sempre in movimento, a volte forse troppo, ma credo di poter dire che tutte siamo state contente del risultato finale, che non si risolve nel solo evento finale di conclusione del percorso, ma nella crescita personale e nella consapevolezza acquisita di ognuna di noi”.

L’impronta educativa e formativa del progetto

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe parole delle due giovani intervistate confermano la forza educativa di questa esperienza. Abbiamo chiesto che cosa hanno portato con sé al termine dello stage.
“Sicuramente molti volti nuovi e amici, che operano sul territorio con il mio stesso spirito – risponde Irene, che poi aggiunge – Un’idea più chiara di come si può realizzare un percorso partecipato partendo da un’idea. In più mi ha fatto uscire da un’ottica legata ai confini del mio comune di residenza, evidenziando l’importanza di fare rete con altri soggetti che perseguono gli stessi obiettivi di partecipazione”.
E le fa eco Daniela che mette in primo piano i tanti bei ricordi e le nuove amicizie, alle quali si aggiunge una maggiore consapevolezza delle opportunità che si possono attivare sul territorio locale mettendoci tanta buona volontà.
“Penso che questo percorso può essere utile per avvicinare i giovani alle istituzioni, per aiutarli a comprendere il significato di alcune figure politiche e le difficoltà che alcuni ruoli portano con sé. Credo che un percorso come Giovani&Assessori possa aiutare ad essere più sensibili verso ciò che succede sul territorio, ad interessarsi maggiormente e a conoscere nuovi interlocutori con cui potersi confrontare”, conclude la giovane di Anzola.
Due testimonianze positive dalle quali si evince il successo di un progetto che è stato individuato come una delle best practice del Distretto Ovest in tema di azioni di politiche giovanili.

La conoscenza e le competenze

Molto significativa nel corso delle tre edizioni è stata la collaborazione con Antenna Eurodesk di Futura, situata a San Giovanni in Persiceto, e protagonista della formazione dei partecipanti sui temi della cittadinanza attiva nella sua dimensione europea.
Quello della formazione rappresenta uno dei primi momenti importanti del percorso. Ai ragazzi vengono, infatti, presentati la struttura e l’organizzazione delle amministrazioni, così come la stessa normativa sugli Enti locali.
Momenti formali ai quali seguono altre ore di formazione condotte con i metodi della non-formal-education.

E di fronte alle diverse ricerche che oggi spesso ci dipingono i giovani come sfiduciati e disinteressati alla politica abbiamo chiesto un suggerimento a Daniela e Irene su come riavvicinarli e conquistare la loro fiducia.

Dimostrare più interesse ad instaurare un dialogo con i giovani. Aprirsi al confronto con loro e alla possibilità di cooperazione. Sono questi, senza alcuna esitazione, i primi passi da compiere secondo le ragazze.
E Daniela in particolare aggiunge: “nel mio territorio, fortunatamente, questo è un discorso già avviato da tempo. Abbiamo la fortuna di essere seguiti da tecnici comunali e dall’assessore di riferimento in modo presente e attento. Certo non sono mancati  problemi e incomprensioni all’inizio, ma si sono appianate diventando sinergie e collaborazioni positive.”
(MZ)

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