Buone pratiche di cittadinanza attiva in Terre d’Acqua

Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto: sono i sei comuni dell’Unione Terre d’Acqua e da anni sono impegnati attivamente sul tema della partecipazione dei giovani.
Un ambiente fertile di idee e iniziative, dove forte è la convinzione che i giovani sono una risorsa importante per il territorio e possono dare grandi contributi al suo sviluppo.
“Dal punto di vista di un’amministrazione – afferma ai nostri microfoni l’Assessore alle politiche giovanili di San Giovanni in Persiceto, Dimitri Tartari, è fondamentale il contributo che può venire dai ragazzi e dalle ragazze. Fondamentale soprattutto in una logica di pianificazione degli spazi e delle azioni che un’amministrazione pubblica può realizzare sotto forma di servizio per rispondere alle loro esigenze”.

La storia delle esperienze di cittadinanza attiva giovanile in Terre d’Acqua parte dal lontano 2005, anno in cui viene istituito un Tavolo permanente per le Politiche Giovanili, composto da un tecnico e un politico per ogni comune.  Attraverso un percorso strutturato in tappe, tanti sono stati i progetti e gli interventi realizzati per i giovani con una certa continuità negli anni.

La prima tappa: Giovani radici in Terre d’Acqua

La prima tappa, dal 2008 al 2009, segna l’affermarsi per la prima volta del concetto di “lavoro in rete”. E’ l’anno di esordio del Programma “Giovani radici in Terre d’Acqua”.

E’ in questa prima fase che vengono ideate azioni per aumentare il senso di appartenenza e vicinanza dei giovani al loro territorio. Nascono i tre Forum giovani di Anzola, Sala Bolognes e San Giovanni in Persiceto.
“I forum – ci spiega l’Assessore Silvia Manfredini con delega alle politiche giovanili nel comune di Anzola, sono luoghi in cui i ragazzi possono incontrarsi, possono dialogare tra loro e direttamente con l’amministrazione, alla quale possono avanzare richieste e sottoporre delle proposte”.

Parte inoltre in questa fase la prima edizione del progetto “Giovani&Assessori 1.0”, con il quale l’idea di una collaborazione tra i giovani e l’amministrazione comunale diventa un’esperienza reale.
Una collaborazione che per la prima volta fa si che siano gli stessi giovani a farsi portavoce della condizione e delle esigenze dei loro coetanei, indicando criticità e nuove proposte da discutere all’interno del Tavolo delle politiche giovanili in vista della progettazione futura.

La seconda tappa: Giovani radici europee

I risultati positivi delle prime esperienze sperimentali portano i sei comuni di Terre d’Acqua  a proseguire nel biennio 2009- 2011 sul tema della partecipazione attiva.
Si inaugura in questo periodo una fase, che continua ancora oggi, di apertura verso l’Europa,  per allargare lo sguardo dell’amministrazione e dei suoi giovani cittadini verso le opportunità che l’Unione Europea offre in materia di politiche giovanili.
“L’Italia, afferma l’Assessore Tartari, ha avuto la possibilità come altri Paesi di aderire al programma Erasmus. Non tutti i ragazzi però possono spostarsi, non tutti fanno l’Università o hanno comunque la possibilità di partecipare a questi scambi. Noi crediamo che attraverso i progetti europei si ottengano almeno due risultati. Il primo è l’approvvigionamento di risorse economiche, significative per questo momento in cui sono abbastanza carenti. Il secondo risultato riguarda l’opportunità di confronto con realtà lontane dalla nostra, dal comune a fianco e dalla regione vicina”.

Sempre in questa fase prosegue Giovani&Assessori, con una seconda edizione  rinominata “in versione 2.0”.
I primi partecipanti passano il testimone ai nuovi giovani selezionati, trasmettendo loro i saperi e le competenze acquisite durante lo stage di 6 mesi. Il progetto si conferma presto una best practice in tema di partecipazione per tutto il distretto Terre d’Acqua, proseguendo nel 2011 con una terza edizione: “Giovani&Assessori versione 3.0”.
Si assiste ad una cooperazione inedita tra istituzioni, associazioni e forum giovanili, ad una contaminazione di idee e proposte provenienti dai diversi territori coinvolti. Un successo basato sul lavoro di squadra, sulla progettazione condivisa, sul confronto e il dialogo tra giovani e amministrazione che vede nell’evento “P.Club…e forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito”, uno dei suoi risultati rappresentativi.

La terza tappa: Giovani protagonisti in Terre d’Acqua

2012-2013: entriamo nel vivo della terza tappa in cui prosegue l’impegno sui temi della cittadinanza europea e del protagonismo giovanile a livello locale.
Grazie ai finanziamenti della Regione Emilia-Romagna, previsti dalla legge r.14/2008, vengono avviate nuove iniziative per i giovani con il progetto ancora in corso “Buone Pratiche di cittadinanza attiva”.
A livello europeo viene lanciato invece il progetto NYPAD, che prevede uno scambio con giovani di Spagna e Lituania, impegnati in un percorso di dialogo con i loro decisori politici.

“Ci piaceva l’idea di poter offrire ai nostri ragazzi tutte le opportunità possibili, perché almeno avessero un quadro abbastanza ampio di quanto straordinaria da questo punti di vista sia l’Europa”, ci racconta l’Assessore Manfredini, che prosegue – “per quel che riguarda le politiche giovanili l’Europa offre grandi possibilità. Da quelle di mobilità con finalità di studio o lavoro a quelle di approfondimento e riflessione su grandi tematiche come la memoria o l’ambiente, per citarne alcune. Quindi non potevamo assolutamente mancare. NYPAD per noi è una scommessa impegnativa, nel senso che prima ci limitavamo a partecipare agli scambi, questa volta invece rivestiamo il ruolo di capofila di un percorso che dura un anno intero.
Questo progetto, che mira ad incentivare il dialogo tra i giovani e i loro amministratori, vuole essere anche un momento in cui guardare con maggiore attenzione all’Europa e alle sue opportunità, dal momento che spesso oggi la si vede come un peso”.

Andare avanti: quali prospettive

E guardando al futuro di questi territori e dei loro progetti  quali sono le prospettive possibili? Lo abbiamo chiesto all’Assessore Tartari.
“La scommessa che abbiamo fatto è stata quella di inserire il progetto europeo  e tutte le progettazioni che oggi sono in corso nei sei comuni Terre d’Acqua, in un unico progetto che fa perno su dei formatori e dei facilitatori e persegue una strategia comune.
Il futuro noi lo stiamo costruendo già adesso. I facilitatori, infatti, insieme ai ragazzi stano lavorando alla costruzione di banche dati, alla raccolta di informazioni da condividere, alla creazione di una sorta di “mappa sociale” che riassuma le risorse del nostro territorio. Stanno creando dei network tra le varie realtà giovanili sul territorio. Per noi l’investimento e la scommessa sta proprio in questo: mettere insieme le nostre forze, le nostre risorse, per arrivare ad avere una prospettiva strategica comune in tema di politiche giovanili”.
(MZ)

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