E!State Liberi! I giovani emiliano-romagnoli sui campi della legalità

Sono liberi professionisti, aspiranti insegnanti, educatori, operai, ricercatori, ma soprattutto studenti. Sono in 618. Sono i giovani emiliano-romagnoli che questa estate hanno partecipato ai campi di Libera organizzati in tutta Italia, su terreni e beni confiscati.
348 ragazze e 270 ragazzi sono partiti da tutte le province dell’Emilia-Romagna in gruppi di classi, gruppi scout e talvolta anche individualmente.

Gli obiettivi di E!State Liberi!

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Campo di Marina di Cinisi (PA) – immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo” scriveva Paolo Borsellino. Per questo una delle finalità prioritarie dei campi di volontariato sui bene confiscati alle mafie è proprio quella della sensibilizzazione attorno al fenomeno mafioso, di costruire insieme e diffondere collettivamente una cultura fondata sui principi di legalità e giustizia sociale, solida e capace di contrapporsi efficacemente alla cultura della violenza, della delinquenza e del ricatto.

Dal Piemonte alla Calabria, tutti i campi di E!State Liberi! vengono organizzati intorno a tre momenti: il lavoro agricolo e le attività di bonifica e risistemazione del bene, momenti di formazione e approfondimento, momenti di incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L’esperienza totale rappresenta un contributo concreto da parte dei giovani nella lotta contro le mafie. Nello stesso tempo è occasione di socializzazione e relazione in un clima di solidarietà, di positività e consapevolezza, con persone nuove arrivate da tutto il Paese.

I campi di Libera scelti dai giovani emiliano-romagnoli

Campo di Salsomaggiore Terme - Immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

Campo di Salsomaggiore Terme – Immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

I ragazzi partiti dalla nostra regione sono andati prevalentemente in Campania, Calabria e Sicilia. Quello di Scampia, nella bella e difficile Napoli, è senz’altro uno dei campi che ha coinvolto il maggior numero di giovani, ben 70.
91 giovani emiliani hanno invece preso parte al campo di Polistena, in Calabria. Altri, nella stessa regione, hanno raggiunto i campi di Cutro, Isola Capo Rizzuto, Reggio Calabria, Pentedattilo e Condofuri Marina.

In quasi settanta sono andati al campo di Marina di Cinisi, in Sicilia, ma altrettanto numerosi sono stati coloro che hanno scelto i campi di Alcamo, Belpasso, Castellamare del Golfo, Naro, Favignana, San Giuseppe Jato, Castelvetrano e Partinico. Anche l’Emilia-Romagna ha ospitato un campo di Libera a Salsomaggiore Terme e sono stati quaranta i giovani della Regione che vi hanno preso parte nelle due diverse edizioni estive. Il campo si è svolto nel bene confiscato nel 1998, che dal 2003 è stato assegnato al Parco Regionale dello Stirone del Comune di Salsomaggiore.

In undici hanno vissuto l’esperienza a Cerignola, in Puglia, e solo una persona ha partecipato al campo di Mesagne.
Campolongo ed Erbé sono i campi del Veneto scelti da tre ragazzi. In ventidue hanno raggiunto Assisi e Pietralunga in Umbria. In sette sono stati in Lazio nei campi Formello e Mediativissimo. In otto hanno vissuto l’esperienza a Scanzano Jonico, in Basilicata. Infine, tra le destinazioni dei giovani emiliani-romagnoli anche il Piemonte, con il campo di San Sebastiano da Po, e la Lombardia, con i campi di Vigevano e Trezzano sul Naviglio.

Escursione durante il campo all'Asinara - immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

Escursione durante il campo all’Asinara – immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

In due hanno scelto il campo individuale organizzato sull’Asinara, in Sardegna. Se ne parla sempre meno rispetto ad altri campi, ma si tratta di un’esperienza unica in un’isola che per anni è stata luogo di detenzione. Non a caso il campo è stato intitolato “Asinara: solitudini, memoria e narrazioni”. E’ come se l’isola nel silenzio delle sue spiagge deserte e della sua natura incontaminata portasse con se i segreti, i pensieri interiori di chi da qui è passato come detenuto o per sfuggire al pericolo di morte, come nel caso di Falcone e Borsellino.
Proprio qui trascorsero infatti un breve periodo per motivi di sicurezza personale, in occasione della scrittura del dispositivo di rinvio a giudizio degli imputati del maxi processo contro Cosa Nostra.
Parte delle attività del campo si svolgono all’ex bunker di Cala Oliva, riadattato per valorizzare la memoria delle vittime delle mafie, per costruire percorsi informativi sui temi della legalità, della giustizia e dei diritti, da proporre come offerta culturale ai numerosi turisti che sull’isola approdano affascinati dalle sue bellezze paesaggistico- ambientali.
L’Asinara è il silenzio, è azzurro in infinite sfumature, è pensiero, è memoria. Qui sento di poter cullare idee nuove, di concepire progetti e tenere vivi gli ideali. E’ solo un attimo: in un tempo brevissimo e lungo allo stesso momento, arriva il giorno del ritorno”, scrive Fiorenza nel suo diario di campo.

Un excursus sui campi

Campo sull'isola dell' Asinara - Immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

Volontarie Libera, estate 2015 – Immagine tratta dalla pagina Facebook E-State Liberi!

Un’altra isola piena di memoria, di storia e di storie è senz’altro la Sicilia. Il campo di Marina di Cinisi ha ospitato 64 giovani arrivati dall’Emilia-Romagna per trascorrere una settimana a “Ciuri di campo”, il bene confiscato e poi dedicato a Peppino Impastato, situato a 300 metri dal mare. Parafrasando il giovane simbolo dell’antimafia, assassinato il 9 maggio 1978, a Cinisi si arriva per imparare la bellezza.
Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura, l’omertà”, diceva Peppino Impastato.
Il bene fa parte della maxi confisca del 1993 a Vincenzo Piazza, l’imprenditore della mafia che riciclava denaro sporco. Il villaggio Ciuri di Campo era la residenza estiva della famiglia Piazza.
I partecipanti hanno collaborato con i soci della Cooperativa Libera-Mente, che risiedono sul posto, e le associazioni del territorio, impegnandosi in attività di tipo agricolo, lavori di ristrutturazione, pulizia, riuso e riciclo.

Consiglio davvero a tutti di partecipare ad un campo almeno una volta nella vita perché sono davvero esperienze che ti cambiano la vita e ti fanno aprire gli occhi su un problema che riguarda davvero tutta l’Italia e non solo, e noi dobbiamo unirci per combatterlo e far vedere che la mafia, non ha vinto, che personaggi come Falcone, Borsellino, Peppino Impastato non sono morti, ma le loro idee ci sono e rimarranno per sempre”, si legge sul diario di campo, scritto da Davide dopo la sua esperienza a Cinisi nel mese di giugno.

Numerosa è stata la partecipazione al campo per gruppi organizzato a Napoli: (R)estate a Scampia.
Settanta giovani partiti dall’Emilia per una settimana hanno conosciuto e vissuto in prima persona la realtà del quartiere napoletano Scampia, tristemente noto come il quartiere di Gomorra.
Un’esperienza di scoperta e presa di coscienza tra le Vele di Scampia, ascoltando familiari di vittime innocenti della Camorra. Un impegno quotidiano in attività di pulizie e ristrutturazione di un ex istituto scolastico, dismesso nel 2006, poi diventato base delle attività di spaccio della mafia campana.
Dal 2012 si lavora con “Officina delle Culture – Gelsomina Verde” per trasformarlo in una comunità di alloggio per minori dell’area penale, un scuola di musica popolare etnica, un polo ludico-aggregativo per giovani e adolescenti e una sede per le Associazioni storiche del quartiere.

Quello di Polistena, in Calabria, è invece il campo che ha ospitato in assoluto più campisti emiliani. In 91 sono stati protagonisti attivi di lavori agricoli su terreni confiscati alla mafia nella Piana di Gioia Tauro, come ad esempio pulizia di uliveti e aranceti. Inoltre hanno partecipato ad attività laboratoriali  e di animazione all’interno del Palazzo confiscato “Centro polivalente Padre Pino Puglisi”, il prete ucciso dalla mafia.
Sono tanti i ricordi che i volontari portano a casa, come Luca che nel suo diario del campo ringrazia persone e luoghi, caratterizzanti un’esperienza che rimarrà indelebile. Ringrazia Polistena e tutta la Calabria.  “Per la montagna dell’Aspromonte, i suoi segreti terribili e la sua bellezza cristallina; Per i campi confiscati ai Piromalli, ai Mammoliti, ai Molè, le famiglie più sanguinarie e potenti della ‘ndrangheta, nelle quali oggi tanti ragazzi svolgono lavoro volontario, contribuendo alle attività della Cooperativa Sociale, sentendo il profumo della vittoria più bella”.

(MZ @michelazingone)

Approfondimenti

La pagina Facebook E!state Liberi!
Il sito ufficiale di Libera
La sezione Libera Emilia-Romagna

 

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