E!State Liberi: a Salsomaggiore l’unico campo estivo di Libera in Emilia-Romagna

Campo_Libera_Salsomaggiore_fotodigruppoEra il 12 luglio del 2013 e facevamo il nostro ingresso per la prima volta al Podere Millepioppi. Un gruppo di giovani volontari, provenienti da tutta la penisola, ci mostravano fieri le attività e i risultati frutto del loro impegno quotidiano al campo organizzato da Libera.
Due anni dopo, negli stessi giorni, quattordici ragazzi e ragazze provenienti da Bologna, Trento, Roma e altre città d’Italia si sono ritrovati nel campo organizzato dalla sezione parmense di Libera. Si tratta per lo più di studenti universitari con un’età che va dai 21 ai 23 anni.

Degli obiettivi del campo e delle iniziative in programma abbiamo parlato con Carlo Cantini, referente di Libera Parma.

Il campo

Il campo di Salsomaggiore Terme è l’unico organizzato in Emilia-Romagna nell’ambito del programma E!State Liberi. Si svolge presso il Podere Millepioppi, situato nel Parco Regionale dello Stirone e Piacenzano, costituito da un appezzamento di terreno e un podere di dieci ettari, con annessa casa rurale sede del Parco e del Cras (Centro Recupero Animali Selvatici).

Risultato di una collaborazione tra i volontari di Libera e gli operatori volontari del Parco Regionale, il campo è reso possibile anche grazie al sostegno di numerose realtà locali che afferiscono alla rete di Libera in questo territorio e grazie al supporto delle istituzioni locali.
Quello di quest’anno è un programma molto ricco e articolato, pensato per offrire ai giovani tanti spunti e strumenti per la riflessione da portare con se, da far propri e magari diffondere sul proprio territorio di provenienza, ci spiega Carlo Cantini.

Temi, incontri e attività

Nuove resistenze” è il tema sul quale si è voluta concentrare l’attenzione dei giovani.Gita_parma_Libera
Una gita a Parma nei luoghi che furono teatro delle barricate antifasciste del 1922 è stata una delle prime iniziative in cui sono stati coinvolti i volontari. Un tuffo nella storia del passato per riflettere sui valori della Resistenza e della libertà.
Prima una visita all’Istituto Storico della Resistenza e poi camminate per le strade di Parma in compagnia di Marco Minardi, che ha illustrato ai ragazzi la storia delle barricate.

I giovani di oggi hanno ancora bisogno di modelli e punti di riferimento, di persone che fuggano la retorica e vuoti giri di parole, e siano esempio di impegno concreto. A tal fine è stato organizzato un incontro con Rocco Mangiardi, oggi testimone di giustizia sotto scorta. Un uomo che ha saputo dire no al pizzo e opporsi alle pressioni e alle minacce di chi lo pretendeva. Un simbolo della nuova Resistenza.

Durante la settimana i ragazzi hanno visitato anche Villa Berceto, una casa appartenuta ad un boss affiliato ai casalesi, primo bene confiscato in regione a diventare pubblico. Una villa lussuosa dotata di piscina, tre bagni e sei camere da letto, che dall’Aprile 2011 è stata assegnata in comodato d’uso al Comune di Berceto.

Oggi Villa Berceto è spesso sede di iniziative rivolte ai giovani e dedicate ai temi della legalità e cittadinanza responsabile. Qui – durante i giorni del campo – è stato organizzato un incontro dedicato al tema del Gioco d’Azzardo Patologico.
I ragazzi hanno, infatti, avuto l’opportunità di incontrare alcuni giovani del Presidio Libera Peppe Tizian e gli educatori di Casa di Lodesana, una comunità specializzata – tra le altre cose – nell’accoglienza di persone affette da dipendenza dal gioco d’azzardo.

Il tema è stato approfondito anche da un punto di vista legale, grazie all’intervento di un funzionario della Guardia di Finanza.
Un altro momento formativo per i quattordici volontari è stato curato da Libera Parma e dedicato all’“Operazione Aemilia”: 1400 pagine di ordinanza che hanno portato al maxi arresto di oltre cento persone affiliate alla ‘ndrangheta infiltrata in Emilia. Un incontro per fare chiarezza sul tema delle infiltrazioni mafiose al nord.

libera_7_incontroGAPOspite dell’incontro, moderato da Salvo Taranto, il giornalista Giuseppe Baldessarro, firma di Repubblica e direttore di Narcomafie, la rivista edita dal Gruppo Abele con la collaborazione dell’Associazione Libera, che dal 1993 ad oggi prova a raccontare la mafia per farla comprendere.
Quindici anni di esperienza presso il Quotidiano della Calabria, collaborazioni con diversi programmi televisivi d’inchiesta, Baldessarro è partito dalla sua esperienza per parlare ai giovani di infiltrazioni mafiose in Emilia e della situazione calabrese.

Nei giorni del campo i ragazzi sono stati impegnati anche in attività di manutenzione. In particolare, si sono occupati della costruzione di nidi artificiali da mettere in giro per il Parco dello Stirone.

Conclusione della settimana con un super ospite per i volontari del campo: l’11 luglio, si è svolto, infatti, l’incontro con Franco La Torre, il figlio di Pio La Torre, simbolo dell’antimafia in Italia.
A Pio La Torre dobbiamo la legge n. 646 del 13 settembre 1982, nota come legge “Rognoni – La Torre”, con la quale si introduce per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la confisca dei beni come strumento essenziale di lotta e contrasto alla criminalità organizzata.

La legge venne approvata il 13 settembre del 1982, pochi mesi dopo l’assassinio di La Torre e pochi giorni dopo l’assassinio del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. L’impegno dei volontari sui campi di Libera oggi è un omaggio doveroso a chi in passato si è battuto per la lotta alle mafie, è un impegno per contribuire ad un cambiamento che in futuro sarà possibile solo se si partirà già dall’oggi, da una partecipazione civile quotidiana e costantemente ispirata al valore della legalità e della giustizia.

(MZ @michelazingone)

Approfondimenti

Il sito di Libera Parma
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Il sito di Villa Berceto
Il sito web della rivista Narcomafie

 

 

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