Inaugurata la “Casa della Legalità”: al centro metterà i giovani

CASA_LEGALITASabato 29 marzo 2014 è stata inaugurata a Sorbara di Bomporto, la “Casa della legalità”, un presidio culturale contro l’infiltrazione della criminalità organizzata nel modenese. Si tratta di un edificio di 250 metri quadri: un luogo di incontro,  di educazione, di conoscenza, di informazione che attraverso l’attivazione di progetti e percorsi formativi intende promuovere la cultura della legalità a 360°, coinvolgendo l’intera cittadinanza: dagli studenti ai giovani, dall’associazionismo ai comparti del commercio e delle attività produttive. Tutti uniti per dire con forza no alla mentalità mafiosa, no all’economia mafiosa, no alla società mafiosa.

L’inaugurazione

inaugutazione casa legalitaAl taglio del nastro erano presenti, oltre ai Sindaci dell’Unione Comuni del Sorbara, la Presidente della Commissione Antimafia l’on. Rosy Bindi e la Vice-presidente della Regione Emilia-Romagna la dott.ssa Simonetta Saliera che ha sottolineato come la Regione sostenga tutte le iniziative che servono a rafforzare la corazza istituzionale della nostra comunità. Nel caso della “Casa della Legalità” la Regione coi fondi di Legge 3/2011 ha contribuito alla realizzazione dell’opera con un finanziamento di 127.000 euro sui 240.000 totali. “Questa casa sarà un luogo di incontro e promozione della legalità – ha affermato Saliera  – ed è anche il simbolo della volontà della terra modenese, delle sue istituzioni, dei suoi cittadini, delle sue imprese, di rialzarsi sempre dopo le difficoltà: come è stato sia dopo il terremoto del 2012 sia dopo l’alluvione di fine gennaio.”

Facciamo ora un passo indietro per capire come mai proprio su questo territorio sia stata realizzata la “Casa della Legalità”.

L’obiettivo: un avamposto culturale contro l’infiltrazione malavitosa

inaugurazione casa legalitaIl nostro Distretto, che comprende i Comuni di Bastiglia, Bomporto, Castelfranco E., Nonantola, Ravarino e San Cesario sul Panaro, ha subito nei decenni passati una pesante infiltrazione malavitosa tanto da essere definito dai pentiti una vera e propria succursale dei Casalesi – ci spiega Luca Verri, responsabile del servizio promozione del Territorio, del Comune di Bomporto – Da sempre gli Enti Locali del territorio si sono impegnati nella promozione della legalità e il percorso viene ora messo a sistema nella Casa della Legalità che come Comune di Bomporto abbiamo fortemente voluto e siamo riusciti a realizzare grazie al finanziamento della Regione Emilia-Romagna e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.”
Alla base del progetto c’è la consapevolezza che la legalità non vada semplicemente fatta rispettare, ma vada trasmessa alle giovani generazioni e agli adulti, resa concreta, spiegata, condivisa con il mondo produttivo e sindacale, con l’intera società civile.  Luca Verri ci tiene a precisare che con la Casa della Legalità non si intende sostituirsi all’attività investigativa delle forze dell’ordine, ma l’obiettivo è “creare un luogo pubblico dall’alto valore simbolico che diventi un vero e proprio avamposto culturale della legalità in senso ampio, sensibilizzando cioè l’intera comunità sui valori fondamentali del rispetto, della solidarietà civile, della libertà, dell’uguaglianza, del contrasto a ogni atteggiamento di prevaricazione, di violenza, di indifferenza… “

Ma come promuovere questi valori affinché servano da “anticorpi” per contrastare l’infiltrazione malavitosa nel tessuto sociale ed economico del territorio? Abbiamo chiesto a Luca Verri di illustrarci i percorsi culturali e formativi che stanno nascendo  presso la “Casa della Legalità” .

Le attività della “Casa della Legalità”

“Abbiamo affidato la gestione della Casa della Legalità alla Cooperativa Aliante che in collaborazione con il Gruppo Abele e Libera sta progettando iniziative di educazione alla legalità rivolte alle scuole del territorio, ai centri di aggregazione e alle associazioni di categoria.” Sono dunque tre i principali fronti su cui nei prossimi mesi si concentrerà il lavoro dello staff della Casa della legalità: studenti, giovani e adulti.
Vediamo nel dettaglio le proposte rivolte ai tre diversi target.

PER GLI STUDENTI
“Per quanto riguarda le scuole stiamo ideando percorsi per le primarie e per le secondarie e in più stiamo progettando un’iniziativa formativa in collaborazione con il Consiglio dei Ragazzi sulla tematica delle relazioni interpersonali, del rispetto delle regole e del senso civico”. Si tratta di iniziative che partiranno col nuovo anno scolastico, da settembre in poi.

casa della legalitaPER I GIOVANI
Per la fascia dai 15 ai 29 anni le proposte si fanno più articolate e in questo caso la promozione della legalità passa attraverso il coinvolgimento dei giovani alla vita pubblica della comunità locale. “Non avendo nel Distretto scuole superiori – ci spiega Luca Verri  – i nostri ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo a Modena e l’appartenenza al territorio diventa sempre meno sentita. Per noi è importante invertire questa tendenza perché se il disinteresse per ciò che accade nel tessuto locale è il sentimento che regna sovrano nelle giovani generazioni significa che non ci sono forti anticorpi contro le infiltrazioni mafiose. Per tentare di stimolare i giovani ad attivarsi nella comunità abbiamo promosso il Forum dei Giovani che progetterà iniziative in collaborazione con la Casa della Legalità.” Altre attività sul fronte dell’educazione alla legalità verranno ideate in collaborazione coi Centri di Aggregazione. “In realtà già in passato gli educatori hanno lavorato coi giovani su questo tema, ad esempio portando avanti un progetto in collaborazione con Libera Radio. Ora, con lo staff della Casa della Legalità, i percorsi potranno essere più strutturati: in pratica sia il Forum Giovani che i Centri di Aggregazione avranno come stella polare delle loro progettualità il tema della legalità, declinato con modalità differenti a seconda del contesto.”

PER GLI ADULTI
Sono in via di definizione iniziative seminariali per adulti che operano nel comparto del commercio, delle attività produttive e del volontariato sociale per offrir loro un supporto informativo/formativo sul tema delle infiltrazioni mafiose. “Per contrastare il radicamento della criminalità organizzata, accanto al preziosissimo lavoro investigativo delle forze dell’ordine ci vuole un tessuto sociale ed economico capace di prendersi cura del territorio e di far fronte comune, senza omertà, là dove siano in atto intimidazioni o altri atteggiamenti malavitosi.”

(AM)

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