Amministrare le politiche giovanili

DSC_0635I giovani sono una risorsa. Essi rappresentano una concreta speranza per il futuro.
Di giovani e delle varie dimensioni dell’universo giovanile si è parlato lo scorso 4 aprile a Bologna, presso la sede della Regione Emilia-Romagna.
Amministrare le politiche giovanili” è il titolo scelto per definire la giornata che ha visto la Sala Guido Fanti della sede regionale ospitare approfondimenti, riflessioni, workshop con una finalità comune: arrivare ad una definizione strategica e condivisa delle politiche giovanili.

L’apertura e le premesse

A dare inizio alle attività, insieme all’Assessore regionale Donatella Bortolazzi, c’era Michele Gagliardo del Gruppo Abele di Torino, che ha ripercorso le tappe compiute sul territorio emiliano-romagnolo dal progetto GerGo.
La collaborazione tra l’Assessorato Progetto Giovani e il Gruppo Abele è nata proprio dalla necessità di individuare un sistema di interventi adeguato al contesto territoriale, partendo da una lettura e da un’analisi concreta della realtà che è stata possibile grazie al supporto degli operatori del Gruppo Abele che sono andati sul territorio, hanno messo a confronto e in relazione tra loro i giovani con i loro amministratori.
“La giornata di oggi – ha detto Gagliardo in apertura – rappresenta un momento importante durante il quale proviamo a costruire insieme una sintesi di quanto fatto sino ad oggi e a sviluppare degli approfondimenti a partire dalla condivisione delle nostre esperienze”.

I partecipanti

Tra i partecipanti alla giornata funzionari, operatori e amministratori che lavorano sulla definizione e gestione delle politiche giovanili , misurandosi con i cambiamenti e le sfide che la società contemporanea propone giorno dopo giorno, nonché con limiti finanziari e gestionali tipici di ogni amministrazione.
“E’ importante che oggi qui siano rappresentate tante esperienze del territorio. Vogliamo progettare insieme a voi, ha detto Michele Gagliardo. – Aiutateci a individuare punti e aree sulle quali iniziare a costruire per prima cosa un dibattito”.
A tutti i partecipanti l’Assessore Bortolazzi ha poi augurato buon lavoro auspicando la realizzazione di una giornata di confronto, di condivisione e di lancio di nuove idee e proposte alle quali dare concretezza e solidità nel tempo .

Due workshop tra riflessione e confronto di esperienze

Giovani, spazi, comunicazione e partecipazione. Sono questi i quattro nuclei tematici attorno ai quali, durante la mattinata, si sono sviluppati due workshop.
Che cosa si intende per gestione degli spazi? Quali bisogni emergono dal territorio? Come rendere gli spazi di aggregazione giovanile luoghi di cittadinanza attiva?
Sono alcuni dei punti al centro del confronto che ha caratterizzato il workshop “Spazi giovanili nel territorio”.

Il secondo workshop è stato invece dedicato alla comunicazione. Quali strumenti possono favorire il dialogo tra generazioni? Quali possono essere i percorsi realizzabili per instaurare e rafforzare nel tempo la relazione tra le istituzioni e i giovani cittadini? Attorno a queste e ad altre domande si sono fermati a discutere i partecipanti al workshop “Comunicare e partecipare”, che vi raccontiamo di seguito.

Spazi giovanili nel territorio

DSC_0670L’oggetto di questo workshop sono stati gli spazi giovanili intesi sia come spazi di aggregazione giovanile che come spazi pubblici (urbani e non) rivolti alle giovani generazioni.
Tra i partecipanti circa 25 persone provenienti da realtà diverse dell’intera Emilia-Romagna. Tra loro funzionari della pubblica amministrazione, rappresentanti dell’associazionismo e della cooperazione, ma anche giovani impegnati in spazi giovanili all’interno della loro attività di Servizio Civile.
Ad ogni partecipante è stato chiesto di elaborare in forma scritta un pensiero, uno spunto per la discussione, partendo da quattro sottotemi nei quali è stato declinato il tema degli spazi: la dimensione economica e dello sviluppo del territorio; le metodologie di lavoro sugli spazi; gli obiettivi; la relazione tra spazi e città.
Nel gruppo sono state condivise due esperienze territoriali diverse sugli spazi. Marco Tamarri, dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, ha infatti presentato il progetto Cooperativa Paese dell’Alta Media Valle del Reno. Rimanendo sempre nell’ambito della provincia di Bologna, Davide Montanari ha presentato l’esperienza del Centro Giovanile Blogos del Comune di Casalecchio di Reno.
Le due diverse realtà sono state presentate tenendo conto delle quattro dimensioni individuate per la discussione. Ne è poi nato un dibattito e un confronto costruttivo tra i partecipanti, i cui esiti sono stati poi riportati nella seduta plenaria del pomeriggio da Marco Martinetti di Vedo Giovane.

Comunicare e partecipare

DSC_0653Seduti a cerchio, in Sala Fanti un gruppo molto numeroso di persone ha invece preso parte al workshop sulla comunicazione. Un tappeto di post-it colorati ha ricoperto il cartellone preparato dai moderatori del Gruppo Abele per dare inizio ad un primo brainstorming di spunti e di temi dai quali partire per ragionare attorno al rapporto tra la comunicazione e la partecipazione.
La complessità del tema e la stessa priorità che a questo gli amministratori attribuiscono appare subito evidente spulciando tra un post-it e l’altro.

Risolvere il problema delle risorse e superare vincoli burocratici e amministrativi, scrive qualcuno dentro al riquadro della dimensione economica e dello sviluppo.
Il riquadro con maggiori spunti appare quello relativo agli elementi di metodo e di valutazione (strumenti/tecniche). Qui spiccano parole chiave come ascolto, linguaggio, storytelling, competenze etc.
Si arriva dunque a parlare della necessità di svecchiare alcuni siti istituzionali, della necessità di investire sull’uso dei social network, della possibile di sperimentare tecniche nuove come quella dello storytelling partecipativo, capaci di coinvolgere giovani sempre più diffidenti e lontani dalla politica.
Informare, dialogare, favorire la crescita personale recitano alcuni dei post-it della dimensione degli obiettivi.  E’ importante sapere quello che si vuole comunicare per poter stabilire e progettare come comunicarlo,  afferma una delle partecipanti.
Infine la dimensione del rapporto con la città, dove emerge l’urgente bisogno di recuperare la fiducia nelle istituzioni, di informare meglio per creare integrazione tra i differenti ambiti sociali. La città come luogo dove la questione comunicativa può essere strategica per far emergere talenti e farli conoscere. In breve, per favorire il protagonismo dei giovani.

Un’opinione comune tra i partecipanti è che per far un buon lavoro di comunicazione serve prima di tutto un buon lavoro di consolidamento interno, ancor prima che le risorse.
“Spesso sussiste un problema di comunicazione interna, sottolinea Antonella Buja del Comune di Modena. Comunichiamo ciò che fa l’assessorato alle politiche giovanili senza coordinarci, per esempio, con le politiche sociali. Forse si tratta di un vero problema di definizione strategica.”

“A volte ci misuriamo anche con un problema di mancanza o disomogeneità delle informazioni”, aggiunge Stefano Ramazza della Provincia di Bologna, che invita i presenti a valorizzare di più il Rapporto Sociale delle Giovani Generazioni, strumento che dato in mano alle associazioni può essere senz’altro utile nelle fasi di progettazione.

Il workshop è stato arricchito dalle testimonianze di alcuni partecipanti. Tra tutti ricordiamo l’esperienza di Radio Sonora, una web radio nata grazie ai finanziamenti della legge regionale 14/2008 sulle politiche per le giovani generazioni. “I giovani sono delle fiammelle da accendere e non dei vasi da riempire”. Citando Plutarco Laura Tagliaferri introduce la realtà dello sportello Informagiovani del Comune di Bologna, diventata best pratice a livello europeo con circa 12 milioni di contatti web al mese.

Un altro contributo interessante al dibattito giunge dall’Assessore alle Politiche giovanili del Comune di Parma, Giovanni Marani, con il quale si pone al centro dell’attenzione anche la questione dell’etica. Che cosa è corretto che un’amministrazione comunichi? Come deve informare? Qual è il confine tra comunicazione pubblica e comunicazione politica? Sono tutte domande imprescindibili e fondamentali perché la comunicazione non diventi marketing ma sia piuttosto condivisione di esperienze concrete, relazione, dialogo e ascolto delle persone prima di fare un progetto.

I contributi alla discussione sono stati tanti ed è quasi impossibile riassumerli in questo articolo. A metterli insieme e a fare sintesi durante il workshop è stata Valentina XX, esperta di XXX del Comune di Milano.

La seduta plenaria

Il frutto di tanto dialogo e confronto è stato poi condiviso nel pomeriggio con tutti i partecipanti riuniti in seduta plenaria . I moderatori, portavoce di ogni gruppo, hanno presentato una sintesi dei dibattiti ai quali hanno partecipato. Non si tratta di vere e proprie conclusioni, ma sicuramente di nuovi punti dai quali partire.
Comune è la definizione degli spazi giovanili come luoghi per costruire progettualità, come luoghi che possono facilitare l’andare verso l’età adulta, come spazi di relazione.

Condivisa è inoltre l’idea che la comunicazione sia uno strumento efficace per la crescita e l’aumento di consapevolezza tra i giovani. Diverse sono però le esigenze alle quali far fronte. Innanzitutto quella di investire per mettere ordine alla ipertrofia comunicativa nella quale viviamo in questo momento storico.
Poi la necessità di investire su nuovi strumenti e sulla formazione delle persone chiamate ad occuparsi di comunicazione pubblica rivolta ai giovani, perché la comunicazione non può essere improvvisata.
Allargando lo sguardo al di fuori dei palazzi istituzionali la comunicazione diventa il motore delle relazioni con l’esterno, la spinta verso maggiori interazioni e una fiducia più forte e duratura.

Le testimonianze

Nel pomeriggio del 4 aprile, oltre alla restituzione degli esiti dei workshop, sono state presentate alcune esperienze di successo attive sul territorio nell’ambito del progetto GerGo.
Sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Poggi, Assessore Politiche Giovanili del Comune di Modena, Giovanni Marani del Comune di Parma e Sara Visintin, Assessore Politiche Giovanili del Comune di Rimini.

Eravamo presenti anche noi della Redazione di Youngernews. Davide Montanari ed Alessandra Mariotti hanno illustrato ai presenti una sintesi del primo anno di pubblicazione della nostra newsletter. E’ stato inoltre proiettato un video per ripercorrere il viaggio di Youngernews dall’Emilia alla Romagna, in dialogo con giovani e amministratori.

La chiusura dei lavori

“Oggi abbiamo portato solo qualche esempio ma quello di GerGo in questi lungo anno è stato un percorso ricco. Si sono fatte cose interessanti e importanti, ma soprattutto utili. Indipendentemente da chi sarà il nuovo Assessore alle Politiche Giovanili il prossimo anno, spero che la terra da noi coltivata continui ad essere curata e a dar frutti. Spero che non si smetta mai di dialogare e interloquire con il territorio. Prima della definizione di nuovi interventi,  un confronto con il territorio ci vuole sempre”. Così l’Assessore Bortolazzi ha chiuso i lavori ringraziando tutti i presenti per i loro contributi, la partecipazione e un impegno che persiste da tempo.
(MZ)

Per saperne di più…

Il video un anno di Youngernews
Gallery fotografica della giornata

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