Il Mundialito: l’integrazione sociale scende in campo

Attraverso il gioco del calcio si possono superare ostacoli e barriere. La dimostrazione arriva dal Comune di Verucchio, in provincia di Rimini, che nell’ambito del progetto Io cammino diritto ha promosso un mini torneo di calcio coinvolgendo anche giovani dei comuni limitrofi.

Mundialito è il nome del mini  mondiale di calcio realizzato presso lo stadio di Villa Verucchio nel corso di due intense giornate del mese di giugno, il 15 e il 16. La caratteristica più importante è quella di essere un torneo calcistico multietnico.
Per conoscere meglio l’iniziativa abbiamo intervistato uno dei promotori, Giuseppe Malerba,  Assessore del Comune di Verucchio con delega – tra le altre – ai servizi sociali, scuola, associazionismo e politiche giovanili.

Il Mundialito: le origini e il contesto

Abbiamo chiesto all’Assessore Malerba come nasce questa idea.
“Il Mundialito nasce da una nostra particolare sensibilità verso il tema dell’integrazione dei giovani stranieri presenti sul nostro territorio. Nel nostro comune, infatti, c’è una percentuale abbastanza elevata di immigrati. Ci siamo chiesti allora come facilitare il processo di integrazione partendo soprattutto dai più giovani. La risposta è stata partire dalla conoscenza reciproca”-ci racconta.

A tal fine presso il Comune di Verucchio sono stati organizzati degli incontri tra l’Assessore e i giovani, grazie alla collaborazione del centro di ascolto immigrati. La partecipazione ha registrato un graduale crescendo, arrivando sino a quasi quaranta partecipanti per volta.
“I ragazzi stranieri presenti –prosegue l’Assessore – sono rimasti molto colpiti dal fatto che un’amministrazione si interessasse proprio di loro. Per noi amministratori è stato fondamentale approfondire questa conoscenza per migliorare l’ inserimento di questi ragazzi nel tessuto sociale verucchiese.
In tanti anni di permanenza in questo territorio non avevamo mai avuto un’opportunità simile, hanno raccontato molto di loro. Da questi primi incontri per poi arrivare al Mundialito abbiamo vissuto tutti insieme una bellissima esperienza di integrazione a livello locale”.

Come si svolge il Mundialito

Il torneo è strutturato analogamente a un mini-mondiale di calcio, dove le squadre si eliminano a seguito di scontri diretti, fino a giungere ad una squadra vincitrice.
All’ultima edizione sono state coinvolte sei diverse nazionalità: Italia, Albania, Marocco, Costa d’Avorio, Macedonia e Senegal.
Complessivamente hanno partecipato nel ruolo di giocatori ben 94 giovani, coordinati da 6 arbitri professionisti.
L’organizzazione è stata curata dal Comune di Verucchio con la collaborazione dell’Associazione Gruppo San Damiano e di alcuni educatori del Centro Giovani comunale.

I partecipanti sono arrivati anche dai Comuni limitrofi, segno di un’apertura e di uno scambio vivo e continuo fra i territori.
Ognuno di loro è arrivato in campo con al seguito amici e familiari pronti a fare il tifo. Ogni partita ha registrato un significativo successo di pubblico.
A conclusione dell’ultimo incontro si è svolta la premiazione della squadra vincitrice, seguita da un bel momento conviviale all’insegna del confronto multiculturale.

Il rinfresco per il banchetto finale, infatti, è stato preparato direttamente dalle famiglie dei giocatori. Ognuno ha preparato piatti tipici del proprio paese d’origine contribuendo a realizzare una tavolata varia per sapori, odori e colori.
Il banchetto si è rivelato così un importante momento di scambio e conoscenza dove sono entrate in gioco dimensioni diverse: lo sport, le lingue, la cucina e in generale le tradizioni.

Con orgoglio l’Assessore tiene a sottolineare l’efficacia del Mundialito quale percorso per l’integrazione degli stranieri residenti, che si concretizza  in un’occasione di gioco, di incontro e di festa collettiva tra giovani italiani e stranieri.
A tutti, in effetti, è nota la capacità educativa del calcio, disciplina sportiva particolarmente regolamentata, dove uno dei primi principi riguarda proprio il rispetto delle regole e dell’avversario.
Il rispetto per il prossimo diventa dunque un valore supremo.

Il Mundialito ha segnato un prima e un dopo nella vita della comunità locale

L’Assessore Malerba si definisce molto entusiasta e soddisfatto per la riuscita della manifestazione sportiva.
“L’esperienza realizzata è molto sentita da tutta la comunità, per questo mi sento di dire che è un’esperienza che continua e che continuerà, afferma l’Assessore. -  Mi piace ricordare come i tanti ragazzi stranieri partecipanti hanno definito il Mundialito come un momento storico per la comunità di Verucchio, con un “prima Mundialito”, dove non ci si conosceva e per strada non ci si salutava e un “dopo Mundialito” dove è avvenuto tutto il contrario” .

“Per questa quarta edizione ci siamo dati una “regola d’oro”: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. In pratica si è puntato molto al valore del rispetto del prossimo e pare che i giovani lo abbiano capito molto bene. Ogni partita – prosegue l’Assessore – è stata un ‘non siamo qui per vincere ma per volerci bene, per stare insieme’. Per noi è stato un percorso molto interessante per gli importanti risultati prodotti a livello sociale. E’ importante, infatti, che le realtà presenti sul nostro territorio si sentano valorizzate per quello che sono, siano visibili e protagonisti attivi e non si sentano trattate come ospiti”.

La Regola d’oro si basa su un principio che in forme simili si riscontra in tutte le culture ed è alla base di tante iniziative interculturali ed interreligiose. Essa si compone di 6 punti ben precisi che vale la pena elencare:

  • Play hard – Do your best! Dare il meglio di sé, partecipare con gioia;
  • Play fair! Essere onesti con se stessi e con gli altri;
  • Hang in! Non mollare mai, anche quando è difficile;
  • Take care of! Trattare tutti con rispetto: ciascuno è importante;
  • Celebrate! Gioire del successo altrui come del proprio;
  • Make a difference! Grandi mete si possono raggiungere solo insieme.

Sei punti dunque per le sei facce del dado lanciato prima di ogni partita. Il punto che esce rappresenta il leitmotiv di ogni match, ovvero il concetto sul quale i ragazzi sono chiamati prevalentemente ad impegnarsi.

Prospettive future

Con l’Assessore ci siamo fermati anche a parlare di futuro e di nuovi progetti.

“ Sicuramente, ha affermato l’Assessore Malerba, proseguiremo il nostro impegno a sostegno dell’integrazione dei giovani stranieri presenti sul nostro territorio. Ci piacerebbe organizzare nuovi eventi per far emergere la loro cultura, per esempio delle manifestazioni multietniche per valorizzare i loro prodotti, le loro tradizioni, per favorire insomma uno scambio di conoscenze tra loro e la comunità locale.
Il gioco ha rappresentato senz’altro una prima occasione per creare contatto e relazione tra questi giovani, ma si vuole andare avanti e far emergere nuovi altri aspetti.
Pensiamo, per esempio, di coinvolgerli in progetti di volontariato a fianco dei giovani italiani, perché si sentano sempre più parte attiva di questo territorio”.

(MZ)

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