A Faenza a conoscere i Giovani Attivi Nella Gestione Degli Spazi

Si scrive GANGS ma si legge Giovani Attivi Nella Gestione Degli Spazi. Siamo a Faenza. Tutto ha inizio nel mese di novembre del 2012.
Realizzato dal Comune di Faenza in collaborazione con la cooperativa sociale RicercAzione, il progetto GANGS è sostenuto anche dalla Regione Emilia-Romagna grazie ai finanziamenti della legge regionale 14 del 2008 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”.

L’idea e le origini

gangs-faenzaIl tema degli spazi di aggregazione formale e informale è da tempo al Centro dell’attenzione e dell’impegno del Comune di Faenza, così come l’ascolto dei bisogni e dei desideri dei giovani in ambito educativo, culturale e sociale.
Un precedente molto significativo, da cui GANGS trae origine, è rappresentato dal progetto “Giovani e territorio: una rete per l’agio giovanile”, realizzato nel biennio prima con il coinvolgimento di associazioni, gruppi informali e singoli ragazzi per un primo confronto sugli spazi giovanili.

Da qui l’idea di fare di questi momenti di confronto, e di incontro tra giovani e istituzioni, non più qualcosa di casuale bensì momenti strutturati e da riproporre coinvolgendo più persone.
Dopo una prima mappatura delle associazioni giovanili presenti sul territorio di Faenza, sono state svolte delle interviste a referenti e testimoni significativi della realtà faentina, molto importanti per raccogliere dati e informazioni utili al proseguimento del percorso

L’Open Space Technology

“E tu cosa ci metti?” Numerosi giovani sono stati invitati a rispondere a questa domanda durante l’Open Space Technology, metodologia partecipativa molto efficace nel creare gruppi di discussione, lavoro e progettazione.
Ragazzi con età e background culturale diverso si sono incontrati per proporre  e discutere insieme idee per la città e per i giovani soprattutto, in particolare nell’ambito della cultura, del teatro, della musica, dello sport e delle politiche giovanili.
L’obiettivo dell’OST è stato dunque quello di far incontrare più ragazzi per far emergere priorità ed esigenze di ciascuno, provando ad individuare delle soluzioni creative capaci di spostare l’attenzione dai problemi alle idee per risolverli.

Come da prassi quando si organizza un Open Space Technology, al termine è stato prodotto un instant report con tutte le idee emerse e creato un gruppo di lavoro formato da giovani.
Dopo una prima fase di formazione, il gruppo si è impegnato nella costituzione di una vera e propria community di persone orientate a riflettere su come gestire spazi di aggregazione giovanile, su nuovi possibili progetti ed eventi da sviluppare con i giovani.

La community e il laboratorio IPERSPAZI

gangs-faenza-2La community ha avviato il primo brainstorming partendo da tre domande semplici: “Cosa c’è? Cosa manca? Cosa si può fare?”.
Il gruppo è stato poi coinvolto in una sorta di laboratorio progettuale, facilitato da un’operatrice della cooperativa sociale RicercAzione. In un primo momento i ragazzi hanno più che altro studiato altre realtà attive sul territorio, incontrandone direttamente i referenti per capire insieme a loro punti di forza e criticità, successivamente sono stati protagonisti di una concreta fase progettuale.
Attraverso la metodologia del learning-by-doing hanno dato vita al laboratorio #IPERSPAZI.

Quattro le parole chiave sulle quali si fonda il Manifesto di IPERSPAZI: sviluppare, coinvolgere, mettere in azione, condividere.
Parole che sottendono dialoghi, interazioni, percorsi da fare insieme per potenziare il territorio locale, per trasformare idee in progetti ed eventi concreti, per liberare passioni di giovani attivi.

Un luogo dove potersi incontrare, discutere, divertirsi e progettare. Un insieme di eventi che sono prima di tutto occasione per i giovani di esprimere se stessi, le loro idee, di intrecciare quel melting pot di culture, esperienze e passioni per inseguire obiettivi comuni.

Tutto questo è #IPERSPAZI: giovani che vogliono agire, “far cose”, sperimentare. Giovani che pensano al futuro della loro città, provando a gettare le basi per un contesto urbano che sia sempre attento e aperto alle nuove generazioni, che offra spazi per l’innovazione, la progettazione, la condivisione, che siano innanzitutto luoghi di sano e costruttivo divertimento.
Giovani al lavoro per una Faenza più smart.
(MZ)

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