Comune e Università al lavoro insieme per la legalità: l’Osservatorio di Forlì

Osservare, studiare e approfondire il tema della legalità in tutte le sue dimensioni. Con questa missione è nato a Forlì l’Osservatorio sulla Legalità, che poche settimane fa, in occasione della quarta edizione della manifestazione Coltiviamo la legalità, ha compiuto il primo anno di attività.

“La nascita dell’Osservatorio rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importantissimo nell’ambito del percorso sulla legalità che stiamo svolgendo da anni a Forlì, ha affermato l’Assessore alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli.
L’Osservatorio vuole essere uno strumento di studio, analisi, monitoraggio e raccolta dati, che, con taglio scientifico e con assoluta indipendenza e libertà di ricerca, affronti tematiche legate al tema dell’illegalità e della legalità, presentando anche delle proposte”.

L’Osservatorio è il risultato della cooperazione avviata tra il Comune di Forlì e il Campus forlivese dell’Università di Bologna. Istituito come struttura indipendente, dispone di un proprio Comitato scientifico composto da docenti dell’Alma Mater del Polo Scientifico – Didattico di Forlì, e opera in stretta sinergia con l’Assessorato comunale alle Politiche Giovanili.

Come nasce l’Osservatorio

coltiviamo-legalita-2013Siamo ancora nel 2011, quando la Giunta comunale di Forlì approva il progetto “Azioni di prevenzione e contrasto non repressivo di fenomeni di infiltrazione criminale nel territorio forlivese”, all’interno del quale era prevista anche l’istituzione di un Osservatorio. Il progetto, è stato successivamente sottoposto all’attenzione della Regione Emilia-Romagna, e sostenuto con finanziamenti previsti dalla legge regionale 3/2011 sulla promozione della cultura della legalità.
Un iter non sempre facile, che ha visto rafforzarsi gradualmente la collaborazione tra l’Università e l’amministrazione comunale, unite dal comune intento di sviluppare percorsi di ricerca per documentare e monitorare in modo permanente il fenomeno delle infiltrazioni criminali e poter dunque informare e sensibilizzare la comunità locale.

“L’essere frutto di un lavoro congiunto tra Comune e Università e il costituirsi come struttura indipendente, cioè senza la presenza di soggetti politici al suo interno, rappresentano due dei tratti caratterizzanti l’Osservatorio”, sottolinea di fronte alle domande della nostra Redazione il Prof. Marco Borraccetti, membro del Comitato scientifico.
Inaugurato il 24 maggio 2012, l’Osservatorio oggi risiede fisicamente nei locali del Centro Giovanile Comunale “Fabbrica delle candele”, una scelta che lascia intuire la centralità riservata ai giovani in questa importante ed ambiziosa esperienza.

“Potremmo quasi definirlo un progetto di speranza, afferma durante la nostra intervista l’Assessore Ravaioli. Un progetto di speranza perché la sfida dell’Osservatorio, così come quella della manifestazione “Coltiviamo la legalità”, è quella di parlare di legalità non solo come lotta alle mafie ed alla criminalità ma anche come impegno individuale e corresponsabilità nel fare società, nel costruire coesione, equità e giustizia sociale, anche attraverso la condivisione, la cultura e l’eliminazione di quelle condizioni socio-culturali che rappresentano terreno fertile per il proliferare dell’illegalità”.

I protagonisti: giovani studenti universitari e non solo

Ad orientare e guidare scientificamente il progetto è il Comitato composto dai docenti universitari Roberto Rizza, Marco Borraccetti e Giovanni Maria Mazzanti, afferenti alla sede distaccata di Forlì dell’ateneo bolognese.
Sin dall’inizio, caratteristica e prerogativa fondamentale dell’Osservatorio è stato il coinvolgimento degli studenti universitari. La stessa delibera istitutiva, infatti, prevede che le attività di studio, analisi e documentazione vengano svolte da studenti e neolaureati, attraverso tirocini di formazione e orientamento resi possibili dalla convenzione attiva tra Comune e Università.
Ad un anno dalla sua nascita tante sono state le richieste di tirocinio presentate dagli studenti, preziosa testimonianza dell’interesse dei giovani verso il contrasto dei fenomeni criminali.

“Stiamo pensando – ha affermato il Prof. Borraccetti, a come poter ampliare il numero degli studenti coinvolti. Per adesso abbiamo accolto solo studenti che frequentano il Campus universitario di Forlì e che quindi studiano qui, vivono e conoscono questo territorio. Pensando al futuro ci piacerebbe poter allargare il raggio delle collaborazioni e magari coinvolgere studenti di altre realtà, pensare insieme a loro a come estendere il loro impegno anche al di fuori dell’Osservatorio, per esempio con la costruzione di reti e lo sviluppo di azioni di volontariato.”
Le prime tre tirocinanti hanno di recente passato il loro testimone a tre nuovi studenti, il cui tirocinio è ancora in corso.
In tutto questo essenziale si rivela quotidianamente il supporto dell’Unità Politiche Giovanili del Comune di Forlì su tutto ciò che riguarda gli aspetti tecnici e amministrativi.

Gli obiettivi e le finalità dell’Osservatorio

foto_piazza_forlìAffrontare il tema della sicurezza urbana e nello specifico delle infiltrazioni criminali nel territorio, è stata sin dall’inizio la mission principale dell’Osservatorio. Per questo sono state pianificate sia azioni di tipo culturale che azioni di prevenzione e controllo.
La funzione di supporto che l’Osservatorio svolge sulle attività comunali a sostegno della legalità è ormai pienamente consolidata e collettivamente riconosciuta. La sua funzione consultiva e propositiva, sostenuta dalla forza delle analisi, del monitoraggio e degli studi che si portano avanti, è diventata essenziale nelle fasi di pianificazione di progetti che mirano a promuovere la cultura della legalità  sul territorio.
Tra gli interlocutori principali ci sono appunto i giovani, ragazzi e ragazze che si cerca di coinvolgere attraverso l’organizzazione di attività culturali e formative.

È necessario, infatti, che la ricerca e la documentazione procedano di pari passo ad interventi di informazione e sensibilizzazione rivolti alla comunità locale. Per questo altrettanto fondamentali si rivelano le collaborazioni con il mondo della scuola, per l’organizzazione di iniziative culturali e formative sul territorio, così come la creazione e lo sviluppo di reti sinergiche tra le istituzioni, i cittadini e associazioni, per lo scambio di informazioni e per la progettazione condivisa di azioni di contrasto a ciò che minaccia la legalità.

“Credo che grazie alla diffusione delle ricerche svolte, sia attraverso il sito internet dell’Osservatorio che pubblicheremo a breve, all’interno del quale tra l’altro sarà anche attivato un forum aperto di discussione per recepire osservazioni e proposte, sia attraverso momenti di divulgazione pubblica nelle scuole, all’Università, negli spazi cittadini, e in rete con il mondo associativo giovanile attivo sul tema della legalità, sia possibile rendere più consapevoli i cittadini, a partire dalle giovani generazioni, stimolandone senso civico e responsabilità”, sostiene l’Assessore Ravaioli.

I temi  e i percorsi della ricerca

Addentriamoci adesso nel vivo delle attività dell’Osservatorio per esplorare insieme temi e aree di interesse. E’ passato, infatti, solo un anno dall’inaugurazione, ma tante sono state le richieste di tirocinio arrivate dagli studenti universitari e gli spunti per avviare nuove piste di riflessione e ricerca.
“Le attività di studio e monitoraggio vengono svolte dagli studenti sotto la nostra guida e supervisione. Chi arriva qui- ci tiene a sottolineare il Prof. Borraccetti, viene a lavorare veramente. Di nuovi fenomeni da indagare ed osservare ce ne sono sicuramente tanti. La nostra scelta è legata alle sollecitazioni che arrivano dal Comune e dalla città”.

Uno dei primi studi si è concentrato sulla rappresentazione dei fenomeni illegali e criminali da parte del giornalismo nei media locali. Attraverso metodi di analisi qualitativa e quantitativa è stato possibile studiare le dinamiche comunicative e informative caratterizzanti i media locali, e analizzare, al tempo stesso, il loro potere di influenza nella percezione che i  cittadini hanno sulla diffusione della criminalità nel territorio.
La presentazione della ricerca è avvenuta in occasione della festa della legalità che si è svolta a maggio a Forlì. E’ stato proprio il professor Roberto Rizza, relatore della tesi “Legalità e mass media a Forlì: alcune riflessioni”, a presentare il percorso e i risultati, sviluppando una riflessione più ampia sul tema, insieme alla giornalista RAI Lucia Goracci .

E’ stato poi affrontato anche il tema della gestione dei beni confiscati e del loro riutilizzo per fini sociali, attraverso un’osservazione compiuta su un bene che l’amministrazione ha restituito alla collettività, con la realizzazione di orti sociali e di percorsi didattici e formativi. Il tutto in rete con il sistema scolastico e il mondo dell’associazionismo giovanile.
Dalla criminalità alla collettività: il bene confiscato” è il titolo della tesi presentata dal professore Giovanni Maria Mazzanti con la partecipazione del Procuratore Capo di Forlì Sergio Scottani, di Pier Paolo Romani di Avviso Pubblico e di Fabio Giuliani per Libera Nazionale.

Dipendenza-da-slot-machineSi è lavorato inoltre sul tema della diffusione delle slot machines e del dilagare di forme sempre più preoccupanti di Gioco d’Azzardo Patologico, con un’attenzione non solo sulle dinamiche di diffusione del fenomeno sul territorio comunale, ma anche sulle possibili correlazioni con altre forme di criminalità dilaganti come il riciclaggio di denaro illecito e l’usura.
Gli esiti di questa prima parte di ricerca sono confluiti nella tesi “Giochi pericolosi:per chi?”, che il professor Marco Borraccetti ha illustrato presso la Fabbrica delle Candele durante Coltiviamo la legalità, con la partecipazione del Consigliere regionale Beppe Pagani, relatore della legge regionale sulle ludopatie, e di Edo Polidori, Direttore del SERT.

Con la conclusione dei primi tirocini, che per alcuni studenti hanno rappresentato un’efficace esperienza formativa prima di affrontare il percorso per la tesi di laurea, si è iniziato a riflettere sulle nuove aree tematiche da esplorare. Certamente proseguiranno gli studi sul fenomeno del gioco d’azzardo, divenuto oggi più che mai tanto attuale quanto urgente, ma si pensa già anche a nuove piste di studio che potrebbero riguardare il lavoro nero, il tema degli infortuni sul lavoro, la diffusione sempre più crescente di atti di razzismo e xenofobia, così come il fenomeno della pirateria.

“Credo comunque che, in questo momento storico in particolare, sia importante avere attenzione sul tema del lavoro e delle condizioni di lavoratrici e lavoratori – ha affermato l’Assessore Ravaioli. Inoltre proseguirà sicuramente  il nostro impegno sul percorso di gestione del bene confiscato, un progetto di speranza e fiducia, perché credo fortemente che parlare di legalità significhi difendere i diritti al presente e al futuro, in particolare per i giovani”.

Coltiviamo la legalità!

La presentazione delle ricerche condotte dall’Osservatorio, l’organizzazione di incontri con personaggi di rilevanza nazionale impegnate sul tema della legalità, recital a teatro e tavoli tematici, gare sportive e concerti musicali: tutto questo è Coltiviamo la legalità.

Un progetto che come ci spiega l’Assessore Ravaioli  ”nasce dalla spinta di alcuni studenti universitari, in particolare fuori sede provenienti da terre fortemente colpite da fenomeni criminosi, che hanno sottolineato l’urgenza di trattare anche sul nostro territorio, spesso considerato erroneamente immune, il tema dell’illegalità. Un’illegalità che non si presenta certo con “coppola e lupara” ma che è penetrata pericolosamente nel tessuto produttivo, economico, finanziario, bancario, andando a danneggiare progressivamente l’economia sana e pulita, tanto che oggi, in molti casi, non si può parlare solo di infiltrazioni ma si deve parlare di radicamento. Proprio in una regione come la nostra che , nonostante le difficoltà e la crisi, continua ad essere una terra di benessere, e per questo particolarmente appetibile, bisogna dunque non abbassare mai la guardia e monitorare la situazione”.

Il crescendo di successi delle edizioni precedenti  di Coltiviamo la legalità ha portato il Comune di Forlì ad organizzare per quest’anno la quarta edizione di una manifestazione che si conferma appuntamento molto sentito dalla cittadinanza.
Un programma molto ricco, la cui organizzazione è affidata all’ Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, in collaborazione con l’Assessorato allo Sviluppo Economico, l’Assessorato alla Sicurezza e Legalità, l’Università di Bologna, Campus di Forlì, la Regione Emilia-Romagna, Libera e varie associazioni economiche e culturali.

La sfida della legalità si può vincere: è questo il messaggio che si vuole lanciare con questa iniziative.
Le misure repressive e giudiziarie sono importanti ma da sole non bastano a vincere questa sfida. Occorre un movimento culturale forte e capace di trainare e coinvolgere la cittadinanza, a partire dai giovani, in un percorso di riflessione e corresponsabilità che deve partire dalla dimensione quotidiana di ogni individuo.
(MZ)

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